I DISABILI … LE PERSONE ANZIANE …. SONO PER CHI CI COMANDA SEMPLICE SPAZZATURA ….NON VI RICORDA NULLA ???

I DISABILI ... LE PERSONE ANZIANE .... SONO PER CHI CI COMANDA SEMPLICE SPAZZATURA ....NON VI RICORDA NULLA ???

VOGLIONO PORTARCI ALLA RIVOLUZIONE …PERCHE’ LA GENTE ESASPERATA E MEGLIO CONTROLLABILE CON UNO STATO MARZIALE…

VI RICORDO CHE STIAMO ANDANDO VERSO LO STATO NAZIFASCISTA ANCORA … E SE NON VI RICORDATE BENE CIO’ CHE SUCCESSE ALL’INIZIO ( LE PRIME VITTIME FURONO PROPRIO I DISABILI ) ……….

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Stretta sui sussidi ai disabili «No a benefici senza controlli»
Majorino: su 350 casi già verificate alcune irregolarità Il monitoraggio Al vaglio tutte le posizioni L’ ex assessore Moioli: attenti alla caccia alle streghe

Caccia ai furbetti del sussidio. La giunta annuncia un giro di vite nell’ erogazione dei contributi sociali: non saranno più erogabili soltanto sulla base di autocertificazioni sui redditi che nessuno controlla. Il nuovo corso, che tecnicamente passerà attraverso l’ istituzione di una task force per verificare le posizioni dichiarate, partirà dagli assegni per i disabili, ma si estenderà presto a tutte le categorie protette dall’ ombrello dei servizi sociali. «Abbiamo in mente nuove forme di controllo sulle situazioni reddituali per chi accede al servizio – annuncia l’ assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino -. L’ obiettivo è stanare i furbi del sociale». L’ assessore precisa che al momento per i contributi di sostegno al reddito destinati ai cittadini con invalidità tra il 46 e il 73 per cento «non sono previsti accertamenti, ma solo autocertificazioni a fronte delle quali da anni c’ è una totale assenza di controlli». Inutile dire che i primi timidi controlli hanno già evidenziato situazioni di irregolarità. «Oggi non siamo in grado di fornire cifre – frena Majorino -, ma abbiamo la ragionevole convinzione che ci siano casi in cui il contributo non è dovuto». Complessivamente sono 350 le persone disabili che ogni mese percepiscono un sussidio fra i 200 e i 250 euro. «Accedono all’ assegno praticamente senza controlli – chiarisce l’ assessore -. Il requisito è la pensione sociale, mentre il controllo deve svilupparsi sulle proprietà immobiliari e su tutto il resto. Nei fatti, oggi, questa documentazione non è nemmeno richiesta e per noi è invece un elemento indispensabile per capire se gli assegni finiscono realmente a chi ne ha diritto. Partiremo con i controlli sui disabili per poi effettuare verifiche sulla situazione di tutti coloro che accedono ai sussidi del Comune nei diversi settori». L’ idea della giunta è quella di tutelare così i «veri bisognosi», soprattutto «in un momento in cui le risorse sono scarse e chiediamo aiuto ai privati». Lo screening sugli utenti dei servizi sociali è già partito, ma ci vorranno mesi prima di circoscrivere il fenomeno. L’ opposizione concorda sull’ importanza dei controlli, ma avverte: «Il monitoraggio va sempre effettuato – dice l’ ex assessore alle Politiche sociali, Mariolina Moioli, capogruppo di Milano al centro -. Bisogna però stare attenti a non scatenare la caccia alle streghe». Da parte sua, la Moioli garantisce di aver sempre favorito i controlli perché «è giusto che i contributi vadano a chi ha effettivamente bisogno sulla base delle regole». «Ma è un compito che spetta ai tecnici – precisa – ai quali io ho dato la massima fiducia. Credo che prima di erogare i contributi abbiamo sempre fatto le loro valutazioni e i controlli dovuti». «E in tema di verifiche – aggiunge – andiamo anche a vedere se il Comune fa bene la sua parte, intervenendo nei tempi giusti con le erogazioni». Rossella Verga RIPRODUZIONE RISERVATA

Verga Rossella
FONTE : http://archiviostorico.corriere.it/2012/marzo/24/Stretta_sui_sussidi_disabili_benefici_co_7_120324021.shtml
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( LE PRIME VITTIME FURONO PROPRIO I DISABILI ) ……….

 

Progetto T4: lo sterminio dei disabili…. http://www.edscuola.it/archivio/handicap/progettot4.html Forse non tutti sanno che il genocidio nazista cominciò proprio dai disabili. Le persone handicappate, minori e adulte, furono le prime cavie designate di tutte le tecniche di annientamento, sterilizzazione e eutanasia sviluppate poi nella Shoah. Le prime prove documentali degli orrori nazisti, riguardarono proprio la persecuzione e i campi di uccisione dei disabili, anticamera dell’universo concentrazionario. Come vedremo le campagne di sterilizzazione, internamento e deportazione delle persone handicappate, presero il via nei mesi immediatamente successivi all’ascesa di Hitler, trovando terreno fertile nelle teorie eugenetiche e nella difesa della razza.

Dopo un’intensa campagna di sterilizzazione, si passò all’uccisione sistematica dei bambini disabili, cui è dedicata una larga parte di questa ricerca, in quanto uno degli aspetti più oscuri dell’olocausto. Il progetto T4, l’eutanasia di massa degli adulti disabili, che condusse alla morte circa 70.000 cittadini tedeschi, iniziò solo nel 1939, per interrompersi poi, ma solo formalmente, su pressione dell’opinione pubblica e delle Chiese, nell’agosto del 1941. Con l’estendersi dei fronti di guerra, lo sterminio dei disabili non risparmiò certo i Paesi occupati, con drammatici strascichi anche in Italia, come testimonia la deportazione dei disabili ebrei internati negli ospedali psichiatrici di Venezia, deportati ad Auschwitz-Birkenau. Perché nella tragedia di ognuno, si ritrova la Storia di tutti.

Sono passati 56 anni dalla Liberazione, ma la Shoah non è poi così lontana. Solo un anno fa in Austria si è celebrato l’ultimo processo contro il dottor Henrich Gross, psichiatra di Vienna, già citato nella ricerca, accusato di aver effettuato oltre 300 esperimenti usando bambini disabili come cavie umane. E’ di questi giorni la notizia che, anche in Italia, un’apposita commissione sta quantificando i risarcimenti dovuti alle vittime dell’olocausto, tra le quali rientrano, a pieno titolo, anche le persone disabili che abbiano patito persecuzioni. Il risarcimento, per quanto simbolico, potrà dare dignità a tutte quelle “Persone” che la gli artefici della Shoah avevano preteso di cancellare con “Più” o con un “Meno”.

CONTINUA SU : http://www.edscuola.it/archivio/handicap/progettot4.html
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Manovra 2011-2014 e persone con disabilità

La Camera dei Deputati ha dunque approvato definitivamente la Manovra correttiva. L’iter di presentazione e di conversione del Decreto Legge 6 luglio 2011, n. 98 (Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria) è stata fulmineo ed anomalo, sulla spinta dei timori per i mercati finanziari e per i richiami dell’Unione europea.

L’approvazione è avvenuta senza un sostanziale dibattito parlamentare. Lo stesso maxi-emendamento governativo, che inasprisce ancora di più le nuove misure, è stato approvato con la fiducia. Si tratta di una Manovra dagli effetti pesantissimi per le famiglie tutte e ancora di più per le persone con grave disabilità. Per una coincidenza la Manovra viene approvata proprio mentre ISTAT presenta il proprio Rapporto annuale sulla povertà in Italia, da cui risulta che 3 milioni e 129mila persone cioè il il 5,2% della popolazione, vive in stato di povertà assoluta, e circa 8 milioni di italiani rischiano a breve di cadere nella stessa condizione.

Taglio delle agevolazioni fiscali
Non solo l’iter di approvazione della Manovra è stato rapidissimo, ma dopo la prima stesura sono intervenute modificazioni per renderla ancora più incisiva sul piano dei conti: recuperare con certezza 24 miliardi dagli interventi su fisco e assistenza.

Ciò ha comportato l’approvazione di un comma che prevede una diminuzione di moltissime agevolazioni fiscali per la maggioranza dei contribuenti. Per l’esattezza la diminuzione sarà pari al 5% dal 2013 e al 20% nel 2014.

Gran parte di queste riduzioni riguardano le famiglie e investono le più comuni detrazioni e deduzioni che la maggioranza dei contribuenti applica al momento della presentazione della denuncia dei redditi: detrazioni per lavoro dipendente, deduzioni per la prima casa, detrazioni forfettarie per carichi di famiglia (figli, coniuge…), detrazioni per spese sanitarie e così via. Fra le agevolazioni viene ridotta anche la possibilità di dedurre le spese mediche di assistenza specifica per le persone con grave disabilità (es. infermiere, terapista) nonché di detrarre le spese per ausili, veicoli, sussidi tecnici informatici, cani guida per non vedenti, deduzioni e detrazioni per le badanti.

Questa riduzione sostanziale inciderà su tutte le famiglie ma in modo ancora più decisivo sui nuclei in cui è presente una persona anziana non autosufficiente o con disabilità.

Spieghiamo il perché.

Le diminuzioni di detrazioni e deduzioni vengono pagate da tutti i contribuenti, inclusi quelli che hanno a loro carico una persona con disabilità. In aggiunta, però, questi ultimi vedranno ridurre anche le specifiche detrazioni e deduzioni a loro riservate e riferibili a maggiori (e inevitabili) spese sostenute. Ad esempio, oltre a detrarre di meno le spese sanitarie – come la generalità dei contribuenti – potranno dedurre cifre inferiori al passato sull’assistenza medica e paramedica, sulle spese per gli ausili, sulle spese per l’assistenza ai non autosufficienti e così via.

Non è tutto. Le deduzioni per l’assistenza specifica in caso di grave handicap operano sul reddito imponibile, abbassandolo, diversamente dalle detrazioni che invece abbassano percentualmente l’imposta. In futuro, quando quelle deduzioni saranno possibili solo riducendole del 20%, il rischio è che il reddito lordo superi determinate soglie e quindi venga tassato con un’aliquota superiore che in precedenza.

Alcune testate giornalistiche oggi hanno formulato le prime ipotesi del costo che ogni famiglia dovrà sopportare dal 2013 (redditi 2012): Repubblica ipotizza circa 700 euro, il Corriere della Sera circa 1.000 euro a famiglia. Si tratta di elaborazioni che si riferiscono ad una famiglia “media”, ma pensando alle spese tipiche della non autosufficienza sono stime fortemente sottodimensionate.

La Manovra sembra lasciare uno spiraglio, ma in realtà non lo è. L’articolo 40 precisa che queste restrizioni non si applicano “qualora entro il 30 settembre 2013 siano adottati provvedimenti legislativi in materia fiscale ed assistenziale aventi ad oggetto il riordino della spesa in materia sociale, nonché la eliminazione o riduzione dei regimi di esenzione, esclusione e favore fiscale che si sovrappongono alle prestazioni assistenziali, tali da determinare effetti positivi, ai fini dell’indebitamento netto, non inferiori a 4.000 milioni di euro per l’anno 2013 ed a 20.000 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2014.” CONTINUA :
http://www.handylex.org/gun/manovra_2011_persone_disabili.shtml

Manovra 2011-2014 e persone con disabilità

Published by: armando spedicato

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