OGM – APPROVATA LA DISTRIBUZIONE MIR 162 – LA PASSIONE DI TANTI – LA MALATTIA PER MOLTI

 

 

 

 

 

NOTIZIA ANSA 26 OTTOBRE ORE 17.22

Ogm:via libera Commissione Ue a import mais Syngenta Mir 162

destinato ad alimentazione umana e animale,non alla coltivazione

FONTE ANSA : http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/ambienteenergia/2012/10/26/Ogm-via-libera-Commissione-Ue-import-mais-Syngenta-Mir-162_7697576.html

 

Ogm: via libera Commissione Ue a import mais Syngenta Mir 162

 

 

 

BRUXELLES – La Commissione europea ha dato il definitivo via libera – per una durata di 10 anni – all’importazione in Europa del mais transgenico Mir 162, del gruppo Syngenta, destinato all’alimentazione umana e alla produzione di mangimi, ma non alla coltivazione. Sul dossier i rappresentanti dei 27 Stati membri nel Comitato europeo di appello per le autorizzazione degli Ogm, non sono riusciti a riunire sulla proposta, ne’ una maggioranza ne’ a favore, ne’ una contraria.

 

Per questo il dossier e’ tornato alla Commissione europea che ora – come prevede la procedura – ha dato il suo imprimatur. Al momento della proposta, la Commissione europea aveva tenuto a precisare che il mais Ogm Mir 162 aveva ricevuto nel giugno 2012, il parere favorevole dell’Autorita’ europea per la sicurezza alimentare (Efsa). Aggiungendo: ”si tratta di un mais Ogm resistente agli insetti e, per quanto riguarda gli studi di tossicologia, e’ stato sottoposto ad uno studio di ‘tossicita’ orale’ della durata di 28 giorni e ad uno studio di 90 giorni con alimentazione di ratti. Questi due studi non hanno individuato effetti negativi”. Il titolare dell’autorizzazione è la Syngenta Seeds S.A.S., Francia, che rappresenta la Syngenta Crop Protection AG, Svizzera. La decisione si applica per dieci anni dalla data della sua notifica.

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SEI CIO’ CHE MANGI..

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L’avvelenamento organico o intossicazione del corpo o tossiemia
Lo stato di salute di una persona dipende in gran parte da quante tossine sono accumulate nel suo organismo ed in special misura nella linfa, nel sangue e nel sistema nervoso compreso il Campo Elettromagnetico Informato (C.E.I.) il quale, in sostanza, è il corpo stesso cioè un campo di energia vibrazionale di natura elettrica-magnetica di cui il cuore è l’organo fondamentale di emissione radiante considerando che è 5000 volte più potente a confronto della energia emessa dal cervello.
Un affaticamento, di carattere mentale o fisico, riduce l’energia nervosa al punto in cui l’organismo non riesce più ad eliminare le tossine (rifiuti organici) che si sono accumulate nell’organismo. Ciò crea un’accumulo di tali rifiuti nel sangue generando una condizione chiamata “tossiemia”.
Il corpo umano è paragonabile ad un complicatissimo apparato idraulico, con una grande quantità di condutture e di liquidi in circolazione. Il nostro corpo è composto di acqua per il 70-80% e ciò significa che una persona di 60 chilogrammi (in buona salute) ne contiene ben 48 litri che entra nei vari liquidi organici ed entra a far parte della costituzione dei tessuti e delle ossa. Appare evidente che l’ostruzione di una delle condutture creerà degli scompensi a tutta la struttura, così come l’ostruzione di uno dei tanti tubicini nel motore di un’automobile può pregiudicarne il buon funzionamento.
L’infarto, l’embolia, la stitichezza, il raffreddore, l’arteriosclerosi, la gotta, le vene varicose, i foruncoli e la pressione alta o bassa, non sono che alcuni esempi di come una cattiva circolazione dei liquidi possa causare dei gravissimi disturbi. Le cause possono quasi sempre essere imputate all’ostruzione dei condotti, siano essi all’interno od all’esterno dei vari organi.
I calcoli alla cistifellea sono un classico esempio di condotto ostruito, mentre quelli al fegato o reni, dimostrano come i materiali estranei possono accumularsi anche all’interno di un organo specifico. Per comprendere i motivi che possono portare all’ostruzione di qualche tubo o tubicino del nostro organismo bisogna analizzare gli alimenti e come questi vengono digeriti ed assimilati.Il processo della digestione consiste nel sottoporre il cibo a sostanze in grado di ridurlo in parti piccolissime. Il punto principale di questo processo è lo stomaco dove vengono secreti degli acidi ed in particolare l’acido cloridrico. Lo stomaco serve principalmente per digerire i prodotti animali ed in particolare la carne, il pesce e gli insaccati. È ovvio che lo stomaco, essendo fatto di carne, deve proteggersi dagli attacchi degli acidi e lo fa coprendosi di una sostanza mucillaginosa (una specie di colla) chiamata “muco”, che alla fine della digestione passa nell’intestino con il cibo digerito.
La farina bianca ed i prodotti derivati (pane, pasta, pizza, dolciumi, ecc.), durante la digestione diventano una specie di colla; fino a non molti anni fa si utilizzava una colla fatta di farina bianca cotta in poca acqua e ancora oggi la celebre “Coccoina” è prodotta allo stesso modo. Questa poltiglia collosa creata dalla digestione del frumento, non solo può essere considerata come una sorgente di muco, ma costituisce uno dei tanti fattori di inquinamento del nostro organismo.
Nel tempo questo muco diventa capace di attaccarsi alle pareti intestinali ricoprendole con uno strato sempre più spesso.
Il glutine, una sostanza collosa che si trova soprattutto nelle farine bianche e perciò nel pane, può anch’esso danneggiare e bloccare i villi intestinali.Il comune raffreddore è un classico esempio di un accumulo di muco nelle vie respiratorie. Il muco, infatti, crea il terreno ideale affinché i microbi e parassiti possano trovare l’ambiente per moltiplicarsi. Ricordiamo che ogni specie vivente necessita di “terreno adatto” ed il muco è quanto di meglio possiamo offrire per ospitare in noi i micro organismi apportatori di influenze, raffreddori, forme catarrali e così via.
Il succo degli agrumi tende a sciogliere il muco. Questa è la ragione per cui alcuni non sopportano le fragole con il limone. I disturbi da essi riscontrati altro non sono che l’effetto risultante dal muco sciolto che viene riassorbito nell’ultimo tratto dell’intestino immettendo nel sangue una notevole quantità di tossine.
ECCO CIO’ CHE LA MAGGIOR PARTE DELL’UMANITA’ (MIN. 90%), COSIDETTA CIVILIZZATA, PORTA NORMALMENTE NEL COLON ED INTESTINO DOVUTA AD UN ALIMENTAZIONE SOPRATUTTO FARINACEA (FARINA “00” ET FARINACEI SIMILARI COMMERCIALI)La figura sopra indicata illustra un colon sano, come illustrato nei libri di anatomia. Confronta i disegni dei tre colon che riproducono delle reali lastre a raggi x del colon di persone apparentemente sane. Nota le pieghe tortuose e le curve delle “tubature”, le sacche di muco e feci intrappolate, le sezioni strozzate e “appassite”. Terrificante? Allora renditi conto che esiste il 95% di probabilità che tu stia osservando una copia della struttura del tuo colon.. Di tutti gli organi vitali nel corpo, quello che subisce abusi maggiori derivanti da abitudini alimentari “moderne” è il colon. Il nostro colon e stato progettato dalla natura per funzionare come un sistema fognario scorrevole per eliminare prontamente prodotti di rifiuto dal corpo. Invece, è diventato un pozzo nero stagnante, l’equivalente fisiologico di un mucchio di spazzatura abbandonata in putrefazione o di un gabinetto intasato che continua a essere utilizzato.
Il colon di un adulto maschio medio oggi porta all’interno di esso più di due chili di carne mal digerita e putrida, oltre da due a cinque chili di ripugnanti residui tossici vecchi di anni impaccati con il muco nelle pieghe del colon.
Perché i rifiuti tossici derivati da cattiva alimentazione in combinazioni sbagliate si accumulano nel colon?
Perchè quando il cibo che non è buono o è nocivo al corpo raggiunge lo stomaco, il corpo inizia a produrre del muco molto rapidamente e le pareti del colon vengono immediatamente ricoperte dal muco. 12 o 18 ore più tardi, quando il cibo tossico o nocivo arriva infine nel colon, questo è già preparato con uno strato di muco che avvolge il cibo, in modo che il corpo non assorba qualunque del veleno. Se questo succede una volta o anche più volte in un mese, questo muco si disintega e lentamente viene scaricato dal colon senza che venga fatto alcun danno.
Ma è evidente che la natura non ha mai preteso che quel meccanismo protettivo venisse utilizzato continuamente come viene fatto oggi. Il risultato è che il muco viene secreto e si deposita strato dopo strato fino a raggiungere spessori di centimetri. Questi strati diventando duri e neri come un pezzo di pneumatico.Il corpo, non tollerando tale condizione, cercherà di liberarsi dalle tossine con una “crisi” o lavoro di pulizia; questo lavoro farà apparire ciò che viene chiamato “disfunzione o malattia”.Come si fa a sapere se e giunto il tempo di liberare il corpo dalle tossine accumulate, dai parassiti e da altri materiali di scarto?
Se tra tutti quelli elencati qui sotto ne segnalate uno o piu, allora e il momento di disintossicarsi:

Allergie alimentari
Dermatiti, eczemi, ecc.
Diarrea
Emicranie cicliche
Emorroidi
Frequente stanchezza e astenia
Flatulenza, gas e gonfiore
Infezione da funghi Candida
Irritabilità e umore variabile
Pancia sporgente
Parassiti nelle feci
PolmoniteRaffreddore
Respirazione difficile & feci fortemente puzzolenti
Reumatismi e gotta
Sapore metallico in bocca
Sensazione di fame insaziabile
Sindrome da intestino irritabile (IBS)
Sordità
Sovrappeso
Stitichezza cronica
Vomito

Chiunque viola costantemente le leggi della natura si condanna da solo a malattie croniche e morte prematura. Nessun tipo o quantità di farmaci, operazioni chirurgiche, o altre cure mediche possono salvare chi si auto-intossica. L’unico modo è cambiare le abitudini alimentari dannose, e anche lo stile di vita se questo è strettamente connesso con le abitudini alimentari.
Inoltre, è un’illusione credere di potersi liberare di queste ostruzioni fetide dal colon come pure delle tossine semplicemente prendendo lassativi, mangiando crusca, ortaggi crudi e altri cibi ricchi di fibre. La crusca e gli ortaggi crudi sono così ricchi di fibre che non riescono a passare attraverso l’ammasso di feci putrefatte presenti nel colon della maggior parte delle persone. Invece si aggiungono, si putrefanno e contribuiscono ulteriormente al problema. Mangiare in modo migliore, e cioè smettendo di alimentarsi con tutti quei cibi innaturali inscatolati o dei fast food, eliminando la carne, lo zucchero bianco, i latticini, darà risultati di gran lunga maggiori se si ripulisce il colon con delle irrigazioni coloniche. Quando si cambia l’olio nel motore dell’auto prima si butta via quello vecchio. Aggiungerlo semplicemente a quello vecchio non garantisce che il motore continuerà a funzionare bene. Il meno che si possa fare è trattare il proprio corpo con la stessa attenzione che si presta alla propria auto.

Ogni cosiddetta malattia è una crisi in cui l’organismo cerca di liberarsi dalle troppe tossine che si sono accumulate. Le malattie, perciò, non sono altro che uno sforzo fatto dalla natura per sbarazzare il corpo dai rifiuti organici accumulati.
Ogni trattamento che intralci questo lavoro di eliminazione fa fallire la natura nel suo intento di autoguarigione. Se queste crisi organiche durano solo pochi giorni vengono definite “malattie acute”, se invece perdurano nel tempo vengono chiamate “malattie croniche”.

In definitiva possiamo considerare le “malattie” come il risultato di un avvelenamento organico dovuto sia a causa dell’alimentazione che dello stress.
Quando l’organismo è in un buon stato di salute le tossine vengono normalmente eliminate e non creano problemi mentre al contrario, se non vengono completamente eliminate in seguito all’accumulo di stress e/o altre ragioni, determina la tossiemia, causa di ogni malattia = conflitti di incoerenza/irrisolti = conflitti spirituali.

Dopo questi accenni apparirà assai chiara l’importanza che deve essere attribuita alle condizione della linfa; del sangue (plasma vitale che porta il nutrimento alle cellule e le libera dai rifiuti accumulati con il loro lavoro); del sistema nervoso che permette agli stimoli sensoriali di raggiungere il cervello ed agli stimoli nervosi di propagarsi nel corpo, e del campo elettromagnetico informato che irradia armonicamente comunicando al meglio per via eterica/telepatica quando i suoi centri energetici di emissione compreso i meridiani corrispondenti non sono congestionati da basse energie o basse frequenze generate normalmente da pensieri ed azioni negative (rabbia, sensi di colpa, frustrazioni di varia natura, aspettative, senso eccessivo dell’avere, cercare di avere ragione, attaccamento ai ricordi, paure del futuro e della morte, timori di esser soli, pensare di essere giudicati ect..)

Solo le tecniche della Medicina Naturale Olistica-alimentare sono in grado di far percorrere al malato la strada inversa della guarigione, arrivando al più presto a riordinare e normalizzare i vari punti sopra elencati recuperando la salute compromessa fino alla completa guarigione.

In base allo stato attuale di vita a base commerciale/industriale inquinante/intossicante a carattere sociale/lavorativo mediamente e normalmente stressante, per ripristinare la nostra salute psico-fisica-magnetica-ambientale (almeno in buona parte per coloro che abitano in ambienti altamente contaminati/intossicati), attraverso varie sperimentazioni terapeutiche nell’ambito personale ed ambientale, abbiamo ottenuto una soluzione altamente efficiente in merito al risultato, semplicità d’uso e tempi brevi di rigenerazione della linfa, del sangue, del sistema nervoso e del ns. campo elettromagnetico informato (C.E.I.) i quali sono fattori vitali e fondamentali segnalanti una buona salute.

La soluzione terapeutica integrata con alimenti e dispositivi da noi proposta è suddivisa in:

Alimenti nutrizionali e micronutrizionali composti da due tipi di argilla ad alta catalizzazione magnetica (montmorillonite e zeolite), microrganismi efficienti, semi di lino o preferibilmente di canapa sfarinati (è possibile aggiungervi altri semi quali girasole e sesamo), frullati di frutta quali mela e limone o pompelmo (è possibile abbinarli con altri frullati di frutta e verdure opportunamente combinati) melassa di zucchero di canna, tisana di aghi di pino, e facoltativamente perossido di idrogeno (H2O2) detta acqua ossigenata alimentare;

Dispositivi/elementi efficaci economici alternativi ceramici-organici e magnetici per la rigenerazione delle acque comprese quelle degli acquedotti pubblici tramite l’uso degli infrarossi e magnetizzazione passiva ottenendo acque ad alte energie armoniche (minimo 10.000 amstrongs);

Dispositivi magnetici passivi per ripristinare ed equilibrare il campo elettromagnetico informato (C.E.I.) composti da anelli magnetici per i mignoli corrispondenti al meridiano del cuore e da solette magnetiche con tecnica di polarità alternata destra-sinistra;
Catalizzatori di energia biomagnetica/orgonica/cosmica di forme archetipiche passivi per gli ambienti interni ed esterni che rigenerano e tutelano il campo energetico locale con effetto ionizzante e rivitalizzante per gli esseri viventi compreso terra, acqua e cielo.

Allo stesso tempo si cerca di adottare, insieme al programma giornaliero di disintossicazione, un’alimentazione tendenzialmente sobria e cruda fatta di verdure, ortaggi, frutta, frutta secca, semi di albero, ecc.. , per mirare pienamente alla disintossicazione di tutto il corpo, oltre ad una costante prevenzione da agenti tossici provenienti da sorgenti interne ed esterne insieme, ed accompagnata, dopo una prima e buona disintossicazione, ad una serie ciclica periodica di digiuni integrati solo di alimentazione liquida da acqua e frullati a giorni alternati, il tutto insieme ad una disciplina equilibrata psico/fisica/spirituale ed una efficiente e costante meditazione con Gaia

Per approfondimenti e richieste sulla reperibilità e forniture dei prodotti sopracitati non facilmente reperibili:
ecocreandobenessere@yahoo.it

Import export cerealicolo in Italia nell’intero anno 201119.03.12
Secondo i dati dell’Anacer sono risultate in aumento le importazioni di grano tenero (+4,6%) e granturco (+25,3%), dovute in particolare alle provenienza extra-Ue. Risulta in aumento anche l’importazione di orzo (+58.000 t), avena (+1.000 t) e sorgo (+41.000 t). Fanno registrare invece una riduzione di 381.000 tonnellate gli arrivi dall’estero di grano duro (-14,6%), soprattutto dai Paesi terzi.

Le importazioni in Italia di cereali, semi oleosi e farine proteiche nell’intero anno 2011 sono ammontate , secondo i dati dell’Associazione nazionale cerealisti, a circa 17,4 mio/t, contro 17,1 mio/t del 2010 (+294.000 tonnellate, pari a +1,7%).
Sono risultate in aumento le importazioni di grano tenero (+4,6%) e granturco (+25,3%), dovute in particolare alle provenienza extra-Ue. Risulta in aumento anche l’importazione di orzo (+58.000 t), avena (+1.000 t) e sorgo (+41.000 t). Fanno registrare invece una riduzione di 381.000 tonnellate gli arrivi dall’estero di grano duro (-14,6%), soprattutto dai Paesi terzi.
Tra gli altri prodotti presi in esame si è registrata una riduzione degli arrivi dei mangimi a base di cereali (-7.500 t) e della crusca (-10.000 t) a fronte di un incremento delle importazioni dei prodotti trasformati e sostitutivi (+54.000 t). Con riferimento al riso, considerato nel suo complesso (lavorato, semigreggio, risone e rotture) le quantità arrivate in Italia nell’intero anno 2011 sono aumentate di 14.700 t. rispetto al 2010.
Nel 2011 le importazioni di farine proteine vegetali sono aumentate di 214.000 t. (+7,8%), mentre quelle dei semi oleosi sono diminuite di 366.000 t (-17,2%).
Le esportazioni complessive dall’Italia nell’intero 2011 sono risultate in aumento di 129.000 tonnellate rispetto al 2010 (+3,1%). Sono aumentate le vendite all’estero dei cereali in granella (+170.000 t, in particolare grano duro), della farina di grano tenero (+18,7%), delle paste alimentari (+3,4%) e dei mangimi a base di cereali (+6%). Tra gli altri prodotti presi in esame si è registrata una riduzione delle esportazioni dei prodotti trasformati (-24.000 tonnellate) e della semola di grano duro (-9.400 tonnellate). Le esportazioni di riso, considerato nel suo complesso (lavorato, semigreggio, risone e rotture) sono risultate in forte diminuzione di 82.000 tonnellate (-10,1%) rispetto al 2010.
I movimenti valutari relativi all’import/export del settore cerealicolo hanno comportato nell’intero anno 2011 un esborso di valuta pari a 5124,8 milioni di Euro (4118,2 nel 2010) ed introiti per 2905,3 milioni di Euro (2582,4 nel 2010).
Pertanto il saldo valutario netto è pari a -2219,5 milioni di Euro, contro -1535,8 milioni di Euro nel 2010.
Allarme importazione farine OGM
Semi transgenici sarebbero stati importati dal CanadaZURIGO – L’UE ha chiesto alla Svizzera di verificare se siano stati importati dalla Germania miscele di farina panificabile che contengono semi di lino geneticamente modificati.

L’avvertimento è stato indirizzato ieri alla Svizzera dal Sistema europeo di allarme sulle derrate alimentari RASFF, indica oggi in una nota l’organizzazione ambientalista Greenpeace. In miscele di farina e fiocchi per «müesli» prodotti in Germania con materie prime provenienti dal Canada, sono stati trovati semi di lino geneticamente modificati del tipo «FP967/CDC Triffid».
La coltivazione di questo tipo di semi è vietata in Canada dal 2001. L’importazione non è autorizzata né in Svizzera né nell’UE, sottolinea Greenpeace. L’organizzazione ambientalista esorta l’Ufficio federale della sanità pubblica a fare la massima chiarezza sulla vicenda.

Una settimana fa, l’Ufficio argoviese per la protezione dei consumatori aveva reso noto che del riso transgenico proibito proveniente dalla Cina è stato scoperto in due campioni di tagliatelle di riso di produzione cinese e thailandese.
Il commercio del riso transgenico in questione, il «Bt63» di provenienza cinese, è vietato a livello mondiale. I prodotti nei quali è stata provata la sua presenza, nel frattempo ritirati dagli scaffali, erano stati importati attraverso fornitori in Cina e in Inghilterra.

I MAGGIORI PRODUTTORI DI ALIMENTI CHE UTILIZZANO FARINE PER CREARE ( PASTA PANE DOLCI ) UTIIZZANO FARINE DI IMPORTAZIONE ESTERA PER PREZZO E PER FATTIBILITA’ IMPRENDITORIALE…
Un cocktail di farine a rischio
così il morbo entrò in Italia
Come certi alimenti vietati o pericolosi entrano
e escono da una catena con molti divieti e molti buchidal nostro inviato PAOLO RUMIZ
RAVENNA – Un giallo? Un thrilling tipo “Insider”? Niente affatto. Mucca pazza non è entrata in Italia attraverso l’ecomafia, di contrabbando, la notte, all’insaputa di tutti. La storia si è svolta alla luce del sole, nella più perfetta legalità. Ancora in ottobre, bastava farsi una passeggiata nel porto di Ravenna per capire l’andazzo. Montagne di farine animali vietate ai bovini e provenienti da zone a rischio, affiancate ad altre montagne di farine vegetali destinate ai bovini medesimi. Il tutto senza protezioni fisiche.

E senza che i veterinari locali, per disposizioni dall’alto, fossero autorizzati a intervenire. E’ solo uno dei mille canali di una contaminazione che, più si scava, più assume dimensioni infernali. Per conoscerli, il ministero della Sanità non ha bisogno di guardar lontano o di sguinzagliare i Nas. Gli basta cercare nei suoi archivi, spulciare nei suoi stessi provvedimenti, leggere le modalità di controllo sulle importazioni emesse dai propri uffici. Ecco come.

Le farine irlandesi. La storia comincia nel ’97, con l’ improvvisa riabilitazione, a opera del ministero, delle farine da carne irlandese. Nel dicembre ’96, quando si dimostra il legame tra la Bse nei bovini e la sindrome di Creutzfeld Jakob nell’uomo, si decide che le carni provenienti da Dublino, considerate ad alto rischio, possono essere importate solo senz’osso e senza le altre parti anatomiche. Ebbene, un anno dopo, il dipartimento ministeriale agli alimenti emana un’ordinanza che revoca, stranamente per la sola Irlanda, il divieto di importazione di farine di carne e di ossa. Per motivi intuibili, le farine irlandesi sono anche quelle a prezzo più basso sul mercato (per anni la Bse ha destabilizzato l’offerta internazionale, trasformandosi in fattore di dumping, cioè concorrenza sleale), e fanno gola anche all’industria italiana. C’è chi segnala il pericolo, nelle aziende sanitarie locali. Ma non se ne fa nulla e la storia si chiude.

Vacche a fine carriera. Due anni fa, attraverso un’azione dell’Aia (l’Associazione italiana allevatori), il ministero consente al gruppo alimentare emiliano Cremonini, che concentra i più grandi impianti di macellazione d’Europa, di rastrellare in Italia le vacche “deboli” e a “fine carriera”, destinate a preparare i cosiddetti “impasti a base di carne” o a entrare nel ciclo zootecnico come grassi e farine. L’operazione avviene senza la rimozione delle parti a rischio fino all’ottobre del 2000. Le mucche più anziane sono, come noto, quelle più esposte al pericolo di contagio Bse. In Germania, per aver permesso qualcosa di analogo nella prodizione di salsicce, due ministri del governo Schroeder hanno dovuto recitare un pubblico mea culpa e dimettersi.

Le farine di pesce. Nel 1994 e nel 1997 le farine di pesce sono bandite prima dalla dieta dei ruminanti e poi dalla dieta degli animali d’allevamento in genere. Motivo: l’alto rischio di frode e contaminazione, dovuto alla difficoltà di verificare se sono state “tagliate” o meno con farine di carne. Nel ’98 si trova una scappatoia legale. Rifacendosi a una legge sulle etichette alimentari emessa a suo tempo dal ministero dell’Agricoltura, si reintroducono le farine di pesce purché recanti la seguente dicitura: “Non contiene farine da mammiferi”. Il provvedimento, che in un settore così delicato si affida pericolosamente alla buona fede dei produttori, viene cancellato dal ministro della Sanità solo dopo l’ultimo allarme europeo per la mucca pazza, nel novembre 2000.

Cocktail pericolosi. Le farine animali importate – parola di ministero – non possono entrare nel ciclo alimentare dei bovini. Tutto indica che così non è stato. Motivo: la convenienza economica (le farine animali costano poco), gli stoccaggi approssimativi (vedi Ravenna), la movimentazione frettolosa e il gran volume delle lavorazioni. Da qui una giungla di miscele pericolose, dai contenuti ormai arcinoti. Dati ufficiali degli istituti zooprofilattici rilevano che nel ’98 la presenza di farine animali nei mangimi per vacche era, alla faccia del ministero, ancora del 20 per cento! Ora il livello medio è sceso al cinque. Ma non basta. Le ultime ispezioni comunitarie hanno anche appurato che, fino al ’98, gli impianti per il trattamento termico delle farine non erano affatto in grado di lavorare a regime, in molte parti del territorio. E ancora: molti degli organi a rischio non venivano distrutti ma tornavano in ciclo in altre farine e grassi per zootecnia.

Check-in a discrezione. Qui si entra in quel tipico balletto italiano di sigle che spesso nasconde il vuoto. I controlli sulle importazioni dai Paesi Ue non sono affidati alle strutture veterinarie regionali, ma a piccole unità periferiche di nome “Uvac”, uffici veterinari per gli adempimenti Cee che dipendono direttamente dal ministero. Il loro controllo è spesso cartaceo e il campionamento è discrezionale. Non operano alle frontiere ma nelle aree industriali destinatarie della merce. Fino all’altroieri, a Ravenna, le task force territoriali non erano nemmeno avvertite degli sbarchi da posti come Irlanda o Francia. La merce andava subito oltre. A occuparsene erano solo gli Uvac della Padania profonda, uffici che lavorano all’ombra dei giganti agroalimentari del Nord. E che hanno rappresentato, rivela chiaramente l’ispezione dell’Ue della scorsa primavera, l’anello debole di una catena che fino a ieri funzionava “a doppio binario” e non garantiva l’efficacia dei controlli sulla Bse.

Doppio binario. Per le importazioni da Paesi extra Ue – quelli a maggior rischio, dove gli inglesi hanno scaricato il grosso delle loro farine – le maglie sono, paradossalmente, ancora più larghe. Qui entra in gioco un’altra sigla ministeriale: il “Pif”, nome di altri uffici periferici destinati al controllo, alla “nazionalizzazione” della merce e quindi alla sua immissione dentro lo spazio Ue. Questi uffici non operano solo secondo regole europee. Seguono anche i parametri dettati dal Wto, come dire Organizzazione per il commercio mondiale, come dire la bestia nera del popolo di Seattle. Com’è intuibile, in assenza di protocolli chiari, la pressione del business tende a prevalere sulle esigenze della salute: le stesse cervella e gli stessi intestini che per la Ue sono altamente pericolosi, per il Wto possono entrare in Europa senza problemi. E potrebbero farlo almeno fino all’aprile 2001. Con o senza mucca pazza.Le scatole cinesi. E qui la storia si complica, diventa un gioco di scatole cinesi. Succede che il Wto, sul piano veterinario, si affida a una struttura chiamata Oie, Organizzazione mondiale per le malattie animali, la quale è notoriamente meno cautelativa nella filosofia dei controlli. Ma l’Oie, a sua volta, è presieduta da un italiano, Romano Marabelli, un gran professionista espresso dal mondo agroalimentare padano. Il quale Marabelli, a sua volta ancora, è nientemeno che il direttore dei servizi veterinari del nostro ministero della sanità. Come dire la stessa autorità che da anni coordina i controlli sulla carne italiana e da tre settimane guida la task force governativa per l’emergenza mucca pazza. E’ un altro esempio del nostro “doppio binario” ravvisato dall’Europa. Per intendersi, Wto e Ue sono, in Italia, la stessa persona. Il che comporta dei conflitti. Per esempio: come Europa quell’autorità era chiamata a respingere alle frontiere le frattaglie ovine, e ciò per i casi di pecora pazza che potevano ricadere sui ruminanti. Come Wto, fino a quattro mesi fa, ne ha invece consentito l’importazione (la pecora pazza non è contemplata dall’Oie). Un bel conflitto, risolto dal ministro Veronesi solo il 29 settembre scorso, con la decisione del bando totale.

Alla luce del sole. E’ un po’ come dire: se oggi la fiorentina è finita, se la milza ha chiuso, se l’ossobuco ha i giorni contati, è forse perché la malattia, prima che nelle bestie, è entrata nel sistema italiano di controllo. E’ qualcosa che va oltre le vacche; include polli, pecore, uova, maiali. Qualcosa che avvelena l’intera fattoria degli animali made in Italy. Il bello è che tutto è chiaro, tutto è alla luce del sole. L’Europa ci ha avvertito, gli istituti scientifici hanno lanciato l’allarme per tempo, le strutture veterinarie regionali hanno protestato, alcuni giornalisti e parlamentari hanno scoperchiato il pentolone da mesi, in certi casi da anni. Ma non si è fatto niente. Perché?

Published by: armando spedicato

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Categories ATTUALITA',FALSITA' NEL MONDO ....NE SIAMO SICURI ???,SALUTE E BENESSERE2 commenti

2 thoughts on “OGM – APPROVATA LA DISTRIBUZIONE MIR 162 – LA PASSIONE DI TANTI – LA MALATTIA PER MOLTI”

  1. IL NO DELLA RUSSIA..

    La russia vieta import grano nk603 monsanto… – Un comitato di controllo governativo russo ha richiesto la sospensione di un grano sviluppato dalla Monsanto dopo che uno studio francese controverso , pubblicato la scorsa settimana, ha detto che le cavie che hanno ingerito il grano, hanno sviluppato tumori e sono morte prematuramente.
    L’ente russo, Rospotrebnadzor, il braccio dei diritti dei
    consumatori del Ministro della Salute Russa, ha detto che agli scienziati del governo è stato chiesto di controlalre lo studio. Nel mentre le importazioni del grano, noto come NK603, saranno vietate.
    La scorsa setimana, le autorità francesi hanno chiamato dei regolatori per cntin uare l’investigazione sullo studio, portato avanti dai ricercatori della University of Caen, in Normandia. La European Food Safety Authority sha detto che recensirà la ricerca
    In una risposta email, Tom Helscher, un portavoce della Monsanto, martedi ha scritto: “Non crediamo che le scoperte della recente ricerca francese presentino informazioni da giustificare un cambiamento del determinare la sicurezza del NK603 o il suo stato di approvazione per le importazioni. La sicurezza delf NK603 è ben stabilita poichè rispecchia le rispettive valutazioni di sicurezza poste dalle autorità regolatrici nel mondo.”
    Lo studio, rilasciato mercoledi scorso, ha analizzato 200 ratti in oltre 2 anni di tempo. Ad alcuni gruppo è stato dato il grano OGM, ad altri del grano prodotto con l’erbicida Monsanto, il Roundup e ad altri è stato dato il Roundup nella loro acqua. Lo studio ha trovato che i ratti in questi gruppi hanno sviluppato danno agli organi e tumori e sono morti piu’ in fretta di quelli che non sono stati trattati con il grano o l’erbicida.
    Lo studio immediatamente ha diffuso controversie con l’industria biotecnologica, fgli scienziati e le organizzazioni di ricerca che hanno messo in discussione lo scopo del lavoro e le metodologie (ma che sorpresa, come mai? ndt) . Molti scienziati hanno fatto rilevare cheil tipo di ratti usato nello studio erano già altamente suscettibili di tumore.
    Molti ricercatori hanno sottolineato che l’autore ha chiesto ai compilatori che firmassero un documento in cui si dice che non avrebbero consultato esperti esterni prima della pubblicazione dello studio: un segno , dicono i critici, che gli autori non si sentivano in grado di sostenere una indagine esterna. (e non si puo’ nemmeno ridere su questa vicenda… ndt)
    I sostenitori dell lavoro, tuttavia, hanno fatto rilevare che è stato lo studio concernente ratti che ha riguardato un lungo periodo di loro nutrizione, molto oltre la duranta di 90 giorni (avete letto bene! ndt) quel che viene prodotto per ottenere l’approvazione del mercato, in cui vengono usati gli stessi tipi di ratti. Hanno anche fatto rilevare che i ratti trattati, nonostante del tipo propenso al tumore usato nello studio, hanno sviluppato tumori ad alto tasso rispetto ai ratti non trattati.
    (…) I termini, spiegati da Andrew Kimbrell del gruppo di difesa, The Center for Food Safety, si sono basati su “il legittimo e serio timore della Monsanto, negli anni, che cerca di sopprimere la scienza che è contraria agli interessi delle corporazioni.”. L’azienda, ha aggiunto Kimbrell, “avrebbe fatto un enorme lavoro di PR preventivo, prima della pubblicazione.” FONTE: http://www.stltoday.com/business/local/724f0fb6-075b-11e2-bf8b-0019bb30f31a.html traduzione: Cristina Bassi

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