ISAAC ASIMOV UN GRANDE SCRITTORE CHE DIEDE INIZIO ALLE STORIE DI FANTASCIENZA E DI UFOLOGIA NEL MONDO..

GLI SCRITTI DI ASIMOV INIZIARONO PROPRIO CON LE PRIME FANTASTCHERIE DELLA FANTA-SCIENZA CHE FECERO SCALPORE ED ENTUSIAMARONO MILIONI E MILIONI DI PERSONE CHE CREDAVANO AGLI UFO …( COMPRESO ME ) 

ECCO SPIEGATO L’INIZIO DELLE MANIPOLAZIONI MENTALI FATTE ALLA GENTE NEL CREDERE CHE CI SIANO ALTRI ESSERI CATTIVI NELL’UNIVERSO E A FAR SI CHE NASCESSERO QUESTE PAURE NELL’INCOSCIO ( NELLO STESSO PERIODO HILTER STAVA CREANDO LA RAZZA ARIANA RAZZA INTERGALATTICA E CHE STAVANO PROGETTANDO I PRIMI VEICOLI FATTI A FORMA DI DISCO VOLANTE DETTO “UFO… ” 
ECCO LA SUA CRONISTORIA DI CIO’ CHE HA SCRITTO… :
Fondazione
Il contributo più esteso alla fantascienza è stato dato da Asimov col suo celebre Ciclo delle Fondazioni, una serie di racconti scritti tra il 1942 e il 1949 e pubblicati in quegli anni sulla rivista di John W. Campbell, Astounding Science Fiction. I racconti, poi raccolti in tre volumi (Cronache della galassia, Il crollo della galassia centrale, L’altra faccia della spirale), narrano della caduta dell’Impero galattico e dei lunghi anni d’interregno e di barbarie che ne seguono.
Basandosi sulla lettura di Storia del declino e della caduta dell’Impero romano di Edward Gibbon, Asimov realizzò la caduta di un Impero Galattico creando un geniale affresco politico-sociale del lontano futuro dell’umanità introducendo un concetto, quello della psicostoriografia, che affascinerà sociologi e psicologi per anni. La psicostoria, elemento sintomatico della coscienza positivista di Asimov, si basa sull’idea della prevedibilità dei comportamenti delle masse mediante formule matematiche statistiche con cui si può arrivare a determinare il percorso più probabile che sarà adottato dalle masse, arrivando quindi a prevedere il futuro.
L’idea di Impero galattico sarà ripresa in molte opere successive, si pensi all’Impero in Dune di Frank Herbert o all’Impero Galattico di Guerre stellari (anch’esso con una capitale sovrappopolata e completamente rivestita di metallo come per la Trantor asimoviana).
Ai primi tre volumi, se ne aggiunsero poi quattro, scritti tra il 1982 e il 1992: L’orlo della Fondazione (1982), Fondazione e Terra (1986), Preludio alla Fondazione (1988) e Fondazione anno zero (1992); i primi due seguono cronologicamente la trilogia iniziale, mentre gli ultimi due sono una sorta di “prequel”.
Robot positronici e Multivac[modifica | modifica sorgente]
Nello stesso periodo in cui Asimov era impegnato nella stesura della serie della Fondazione, egli scrisse anche i primi dei suoi racconti sui robot positronici. Asimov per primo rinnovò il concetto di robot, trasformandolo da versione futuristica del mostro di Frankenstein tipico della fantascienza precedente a creatura versatile e realizzata su scala industriale per fungere da aiutante, o sostituto, dell’uomo.
« Mai e poi mai avrei permesso a uno dei miei robot di rivoltarsi stoltamente contro il suo creatore… »
(Isaac Asimov[34])
Tale concetto sarà poi ripreso da altri, si pensi ai film Il pianeta proibito, a Guerre stellari e soprattutto a Star Trek – The Next Generation in cui uno dei protagonisti è un robot umanoide, il tenente comandante Data.[35]
Nelle opere sui robot, raccolte poi nelle antologie: Io robot, Il secondo libro dei robot, Antologia del bicentenario e Tutti i miei robot (che riunisce alcuni racconti delle tre precedenti edizioni), Asimov enunciò le sue celebri tre leggi della robotica che hanno ispirato esperti di robotica, intelligenza artificiale e cibernetica:
Prima Legge
Un robot non può recare danno a un essere umano, né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, un essere umano riceva danno.
Seconda Legge
Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, a meno che questi ordini non contrastino con la Prima Legge.
Terza Legge
Un robot deve salvaguardare la propria esistenza, a meno che questa autodifesa non contrasti con la Prima o la Seconda Legge.
Tali Leggi sono state spesso utilizzate anche in romanzi di altri autori. Asimov, tuttavia le ha sempre considerate le Sue Leggi e non ha mai autorizzato alcuna citazione, sebbene lasciasse gli autori liberi di fare riferimento ad esse.
In alcuni dei suoi ultimi racconti, I Robot e l’Impero e Fondazione e terra, uno l’ultimo della serie dei Robot e l’altro l’ultimo della saga delle Fondazioni, Isaac Asimov postula l’esistenza di una Legge più generale:
Legge Zero
Un robot non può danneggiare l’Umanità, né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, l’Umanità riceva danno;
Con l’introduzione di questa nuova legge, le tre precedenti vengono conseguentemente modificate: a tutte le leggi viene aggiunta la postilla “A meno che questo non contrasti con la Legge Zero”. Insomma, la Legge Zero si pone come la più importante delle leggi, ed è significativo il fatto che questa legge sia coniata proprio dai robot (più precisamente, viene formulata da R. Daneel Olivaw nel romanzo I Robot e l’Impero).
Nel racconto Che tu te ne prenda cura (…That Thou Art Mindful of Him), è presentato in modo palese il problema della definizione del termine “umano” presente nelle leggi della robotica. L’indistinguibilità tra robot avanzati ed esseri umani è uno dei temi ricorrenti nella produzione di Isaac Asimov.
Pur non essendo un robot, Asimov ha creato uno strumento dai ragionamenti molto simili agli esseri positronici: il supercomputer Multivac.
Dopo la scomparsa di Asimov, il collega ed amico Roger MacBride Allen ha prodotto una trilogia letteraria (Il Calibano di Asimov, L’inferno di Asimov e L’utopia di Asimov) nella quale le leggi della robotica vengono riprese e subiscono una radicale riformulazione.

 

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